venerdì 21 dicembre 2012

La fine del mondo? Nessuna paura.

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Io ci sono già passato... e ci tornerei volentieri!

(clik sulla foto per ingrandire)








"... gli altri si allontanano, resto ultimo e solo. Sono talmente stanco che, quando poco dopo la mia Vespa entra in riserva, non ho la prontezza di girare il rubinetto del serbatoio e faccio spegnere il motore. Tempo di avviarlo nuovamente e non trovo più nessuno da seguire. Per istinto seguo quella che mi sembra la strada che conduce in città. Non trovo cartelli o indicazioni che mi siano utili e nemmeno qualcuno a cui chiedere. Arrivo al lungo mare e mi rendo conto di non essere sulla strada giusta, sono finito su una parallela che porta a delle banchine. Un alto muro corre di fianco alla strada e una scritta gigantesca vi campeggia per diverse decine di metri. È così grande che riesco a leggerla soltanto procedendo adagio con la Vespa:


"USHUAIA, FIN DEL MUNDO PRINCIPIO DE TODO

USHUAIA, END OF THE WORLD BEGINNING OF EVERYTHING".


(brano tratto da "Hasta la Fin del Mundo... in Vespa!" - pag. 326)
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venerdì 14 dicembre 2012

Goditi potere e bellezza della tua Vespa...

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Goditi potere e bellezza della tua Vespa.
Non ci pensare: il potere e la bellezza della tua Vespa li capirai meglio solo una volta appassiti.
Credimi: tra vent'anni guarderai quella tua vecchia Vespa in un modo che non puoi immaginare adesso!
Quanti chilometri sono passati sotto le sue ruote e che aspetto magnifico ha ancora nonostante tutto!
Non è per niente lenta come ti sembra.
Non ti preoccupare per la benzina che oggi è senza piombo... oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per rattoppare una camera d’aria.
I veri problemi saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio mentre te ne stai viaggiando tranquillo.
Fa' una cosa: ogni volta che sei in ansia monta in Vespa!
Non esser spocchioso verso gli scooter degli altri. Ma non tollerare la gente che sostiene che la Vespa è la causa dei disastri ambientali della nostra epoca.
Gonfia per bene anche la ruota di scorta se ce l’hai e non perdere tempo per pulire la marmitta se non sei capace: cambiala.
A volte sei in testa. A volte resti indietro. La strada è lunga e quando viaggi, in sella sei solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che fanno alla tua Vespa, scordati gli insulti... se ci riesci veramente dimmi come si fa!
Conserva i ricordi dei tuoi viaggi e butta via le vecchie multe.
Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai dove puoi ancora andare con la tua Vespa. Le persone più interessanti che conosco, a quattordici anni erano già in giro per il mondo su una Vespa. I cinquantenni più interessanti che conosco sono ancora in giro.
Per la miscela usa solo olio di qualità.
Sii gentile con la tua Vespa, lei ti ripagherà.
Forse avrai anche altre Vespe o forse no.
Forse dovrai venderla o forse no.
Forse a ventitré anni ti comprerai una Honda 600 che poi a trenta rivenderai per rimettere in strada la tua vecchia Vespa.
Forse al tuo settantacinquesimo compleanno sarai ancora in giro con la tua prima Vespa.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.
Goditi la tua Vespa. Usala per andare in tutti i posti che vuoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente: è il più grandioso mezzo di trasporto che potrai mai avere.
Viaggia. Anche se il solo posto che hai per farlo è la tua provincia.
Leggi il libretto di istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non provare uno scooter moderno, ti farà solo sentire fuori del tempo, ma forse è un bene.
Sii prudente. Sempre. A casa c’è qualcuno che ti aspetta e non puoi sapere quanto male ti farai alla prossima caduta.
Tratta bene tutti i Vespisti che incontri. Come te sono un legame con un passato da non dimenticare e sono quelli che più probabilmente ti aiuteranno a ripartire quando resterai in panne.
Renditi conto che gli altri scooter vanno e vengono. Ma le Vespe, di sicuro, rimarranno.
Datti da fare per colmare con la tua Vespa le distanze geografiche, perché più diventi vecchio, più hai bisogno di conoscere altri posti e altra gente, come hai fatto da giovane.
Se puoi vai a Capo Nord per una volta, ma vattene subito: ricordati che è solo una tappa e non il capolinea dei tuoi viaggi in Vespa.
Vai anche in giro per la tua città, in una notte d’estate, da solo e senza una meta, soltanto per il piacere di sentire il rassicurante borbottio che esce dalla marmitta.
Non fare pasticci col motore, se no non arriva neanche a cinquemila chilometri. Poi ti tocca prenderlo e buttarlo in pattumiera.
Sii cauto nell'accettare consigli, mal sii paziente con chi li dispensa.
I consigli, come la Vespa, sono una forma di nostalgia. Dispensarli e muoversi in Vespa sono due modi di ripescare il passato dal dimenticatoio e, come in restauro ben fatto, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e recuperarlo. Perché il tuo passato è come la tua Vespa, rappresenta molto di più di quel che vale.
Per questa volta accetta il consiglio: monta in Vespa e parti!

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Ho parafrasato in chiave vespistica il famoso monologo sulla vita tratto dal film "The big Kahuna", riproposto qualche anno fa' in chiave musicale da Linus di Radio DeeJay. Ascoltandolo non ho potuto fare a meno di fare un parallelo con quanto la Vespa rappresenta per me, e credo siano sentimenti che accomunano un po' tutti i vespisti.
Buona strada a tutti quelli che si sono riconosciuti in questo testo!
p.s.: se vi riconoscete in queste parole lasciatemi un commento e condividete il link a questa pagina con i vespisti che avete più cari, sulle vostre pagine Facebook o con un Tweet.

venerdì 19 ottobre 2012

Dal sogno all'incubo.

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Scrivere un libro, vederlo pubblicato e trovarlo sugli scaffali delle librerie: un sogno per tanti. Nel mio caso un incubo.

Per la mia "opera prima" Hasta la Fin del Mundo... in Vespa!, scritto nell'arco di oltre due anni di lavoro dedicandogli qualche ora ogni sera e nei fine settimana, sottoscrissi il contratto editoriale con le Edizioni Acar il 23 febbraio 2009. Non mi chiesero soldi per la pubblicazione. Mi rendevo conto che fosse un contratto fortemente penalizzante nei miei confronti, riuscii a limare qualche spigolo ma non più di tanto. Mi dissi che, come in tutto, dovevo adattarmi e subire una sorta di scotto del debuttante. Scelsi quindi di accettare quanto mi veniva proposto dal momento che, nonostante tutto, alcuni punti che ritenevo fondamentali erano presenti: avrei potuto contare su di un importante distributore a livello nazionale la ALI (Agenzia Libraria International) e avrei avuto la tutela della S.I.A.E. (Società Italiana degli Autori ed Editori) a garanzia delle mie spettanze.

Il volume è stato commercializzato a partire dal giorno della sua presentazione, avvenuta al Castello di Collalto a Susegana (TV): era il 3 ottobre 2009.

per ingrandire cliccare sull'immagine
Un anno e mezzo più tardi, non disponendo ancora di dati certi sulle vendite del libro, a seguito di una mia specifica richiesta alla S.I.A.E. la stessa mi comunicava:
"(...) dalle ricerche effettuate sul sistema informatico di gestione dei contrassegni SIAE per opere librarie non risultano commesse a nome dell'Editore da Lei indicato circa l'opera (...).
Venne quindi a mancarmi la fondamentale garanzia di un ente terzo rispetto alle parti, da me ritenuta fondamentale nella decisione di accettare quel contratto.

Non avevo mai pensato, nemmeno lontanamente, di arricchirmi con la pubblicazione di questa mia "opera prima", ma non avrei mai nemmeno immaginato di trovarmi a vivere una situazione tanto avvilente. Nessun compenso mi è stato mai corrisposto dalle Edizioni Acar, ne per quanto pattuito per l'acquisizione dei diritti di pubblicazione, ne per le royalties maturate dalle vendite del volume. Vendite di cui non avrò mai la certezza dei numeri

Con questo messaggio voglio ringraziare chi mi ha letto, e siete davvero molti più di quanti avrei mai potuto immaginare (calcolando per difetto un lettore per ogni copia siete almeno 1.500*, da una stima fatta incrociando il numero di copie stampate dichiarate dal tipografo con i dati di vendite, distribuzione e resi forniti dal distributore, che ha confermato la mia idea di un operatore serio e professionale ed ha capito la mia assurda situazione senza farmi mai mancare la sua assistenza). La mia vera gratificazione sono i vostri commenti che continuo a ricevere. Un "successo" per il quale devo e voglio anche ringraziare tutti quelli che in questi anni hanno parlato del mio libro sui loro giornali o durante le loro trasmissioni, sia in TV che in radio, e tutti quelli che mi hanno invitato a presentarlo ai lettori:  fino ad oggi oltre trenta incontritutti frutto del passaparola o della mia iniziativa diretta.

Spero di potermi presto svegliare e vedere la fine di questo incubo, e ringrazio chi mi sta aiutando mettendo a disposizione la sua professionalità a questo scopo.

* al 31/12/2012 la stima è di quasi 2.000 copie


* * *  AGGIORNAMENTO  * * *

Ufficio del Giudice di Pace di Busto Arsizio
Sezione 01 - Viale Milano, 21 - Gallarate
Comunicazione di deposito sentenza
Procedimento n. 246/2014 - Rito Ordinario - Giudice Simona Sbrana
Depositata Sentenza n. 455/2015 in data 16/06/2015
Repertorio n. 448/2015
Parti in causa nel procedimento:
   Franchini Lorenzo contro Edizioni ACAR srl

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI BUSTO ARSIZIO
il Giudice di Pace Simona Sbrana ha pronunciato la seguente
SENTENZA:

dichiara la risoluzione del contratto stipulato fra le parti in data 23.02.2009

dichiara tenuta e condanna la Srl Edizioni ACAR al pagamento in favore del sig. Lorenzo Franchini della somma di Euro 1.100,00 oltre interessi di mora, come in parte motivata dettagliato.

dichiara, altresì, tenuta e condanna la Srl Edizioni ACAR al pagamento in favore del sig. Lorenzo Franchini delle spese processuali, che liquida in complessivi Euro 710,00 di cui Euro 110,00 per esposti, oltre C.P.A., I.V.A. come per legge e rimborso 15% spese generali

Così deciso in Busto Arsizio - Gallarate, lì 02 aprile 2015


giovedì 13 settembre 2012

..in loving memory

Aosta, Strada Paravera (zona stazione / Acciaieria Cogne)


Giorgio Bettinelli

16 settembre 2008 / 16 settembre 2012

In loving memory, nel quarto anniversario dalla scomparsa.

Andrea "Haero" Fabellini è l'autore del murales.
http://haero.com/blog

(clikkare sulle immagini per ingrandirle)












venerdì 15 giugno 2012

Due generazioni in Vespa

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Starring: la mia mamma (classe 1924), io (1963) e Charley il mio Vespone (1981).
Progetto, riprese ed editing by Daniele Ciccone



Buona visione e una cortesia: mandatemi un vostro commento che ci tengo davvero a sapere cosa ne pensate. Grazie, anche da parte di mia mamma.

Lorenzo

venerdì 18 maggio 2012

Anch'io viaggio con Charley

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"Quando ero giovane e avevo in corpo la voglia di essere da qualche parte, la gente matura m'assicurava che la maturità avrebbe guarito questa rogna. Quando gli anni mi dissero maturo, fu l'età di mezzo la cura prescritta. Alla mezza età mi garantirono che un'età più avanzata avrebbe calmato la mia febbre. E ora che ne ho molti di più sarà forse la vecchiaia a giovarmi? Nulla ha funzionato. Quattro rauchi fischi della sirena d'una nave continuano a farmi rizzare il  pelo sul collo, e mettermi i piedi in movimento. Il rumore di un aereo a reazione, un motore che si scalda, persino uno sbatter di zoccoli sul selciato suscitano l'antico brivido, la bocca secca, le mani roventi, lo stomaco in agitazione sotto la gabbia delle costole. In altre parole non miglioro. Vagabondo ero, vagabondo resto. Temo che la malattia sia incurabile. Metto giù questa roba non per istruire gli altri, ma per informare me stesso".


Questo brano è l'incipit del romanzo "Viaggio con Charley" di John Steinbeck. È stato il primo libro che rilessi da capo non appena l'ebbi terminato. Avevo tra i 16 e i 18 anni. Un libro che è sempre rimasto ben presente nella mia testa, a cominciare da questa prima pagina. L'ultima volta che mi sono trovato a rileggerlo è stato poco dopo il mio 40° compleanno. Trovai che quell'incipit fosse il miglior augurio che potessi farmi per quel mio importante e fatidico anniversario.


"Charley è un barboncino francese, riservato e tollerante come un vecchio gentiluomo". Scrive Steinbeck: "Ritiene d'essere un cane di prima categoria.". Il romanzo narra del viaggio compiuto dall'autore nel 1960, quando aveva 58 anni e la sua popolarità era decisamente in declino dopo il suo periodo di maggior successo, iniziato negli anni '30 e durato fino all'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Un viaggio compiuto a bordo di un camper dal nome evocativo, "Ronzinante", in compagnia appunto di Charley il barboncino. Un viaggio alla riscoperta del suo paese, guidato dal suo intuito, abilissimo nel cogliere l'atmosfera dei tempi che cambiano. Tanti incontri casuali che diventano pagine memorabili, come memorabili sono i suoi monologhi con il fido Charley. Due anni dopo quel viaggio Steinbeck vide il coronamento della sua carriera di scrittore con l'attribuzione del Premio Nobel. Ho sempre avuto la tentazione di leggere altre sue opere ma non l'ho mai fatto. La magia che esercita su di me questo libro è tale che ho paura di restare deluso.

Charley è il nome con cui ho battezzato la mia Vespa.

lunedì 23 aprile 2012

23 aprile: tanti auguri HFMV!

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23 aprile, Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore.

"L’utilizzo del bollino SIAE non è obbligatorio.
Il bollino SIAE non tutela di per se il diritto d’Autore, ma è strumento di identificazione di un libro originale e stampato nel rispetto dei termini numerici contrattualmente fissati tra editore, autore e stampatore. L’esistenza di un libro che non possiede il bollino SIAE lascia presupporre possa trattarsi di un libro prodotto illegalmente."

Come nella miglior tradizione editoriale ogni riferimento a situazioni, persone e vicende realmente accaduti è puramente casuale.

venerdì 9 marzo 2012

Salvo Imprevisti

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"Mi chiamo Salvatore Imprevisti, Salvo per gli amici, anche se di amici in realtà non ne ho mai avuti molti..."

Potrebbe essere l'incipit di qualche nuova pagina e non è detto che prima o poi non lo sarà davvero.

lunedì 6 febbraio 2012

Non c'è niente di peggio che farsi beccare con le dita nella marmellata mentre si sta raschiando il fondo del barile.

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Eccomi a regalare al mondo una nuova massima di cui rivendico la paternità:

"Non c'è niente di peggio che farsi beccare con le dita nella marmellata mentre si sta raschiando il fondo del barile".

Già controllato: ho googolato pure questa e non risulta mai pronunciata, quantomeno nel Web.

Alla prossima!

venerdì 3 febbraio 2012

Meglio un nuovo oggi che un incerto domani

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Mi è venuta in mente così, senza un perché. Mi è parsa interessante, poteva essere che l'avessi già letta da qualche parte? Ho fatto una verifica 2.0, ovvero l'ho subito Googolata, con tanto di virgolette...

"Meglio un nuovo oggi che un incerto domani"

...niente, risultato negativo. Me ne aggiudico quindi ufficialmente la paternità. Per quel che vale e per quello che può servire.


"Meglio un nuovo oggi che un incerto domani"
(cit. Lorenzo Franchini / 3 febbraio 2012)