martedì 8 novembre 2011

"Via Giorgio Bettinelli", finalmente!

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San Giuliano Terme (Pisa) batte Crema. Che poi Crema sia stata la città natale di Giorgio Bettinelli, il quale, nonostante abbia percorso ben oltre il giro del mondo in sella alle sue Vespa, forse da San Giuliano Terme (PI) non c'è mai nemmeno passato poco conta. O conta molto, chissà?
Fatto stà che poco più di sei mesi dopo la sua scomparsa consegnai personalmente circa 1.500 firme raccolte da una petizione online nelle mani di una gentile Assessore del Comune di Crema, la quale, molto gentilmente, mi disse più o meno: "Bene, bravo, grazie... ma fino a 10 anni dalla scomparsa non se ne parla".
La sua città natale pare gli abbia dedicato una stanza della civica biblioteca, cosa che a un uomo di penna come Bettinelli sarebbe senz'altro piaciuta.
Evidentemente però altre considerazioni, più di pancia che burocratiche, hanno mosso gli Amministratori di San Giuliano Terme (PI): oggi è la prima località di cui io sia a conoscenza ad avergli dedicato una strada, "Via Giorgio Bettinelli". Era proprio la pancia a muovere Bettinelli, la burocrazia spesso aveva provato a fermarlo. Inutilmente, come questa volta.

venerdì 4 novembre 2011

Cuori che battono a 2tempi.

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Un gruppo spontaneo di nostalgici dal cuore che batte a 2tempi, legati al nostro passato da scooter che hanno fatto la storia del nostro Paese e che non ci stanno ad esser messi fuori Legge per decreto.
I nostri scooter inquinano, è vero, poco rispetto a un SUV ma inquinano. Ma inquinano tanto quanto molti altri scooter come i nostri, vecchi come i nostri, con lo stesso motore e la stessa marmitta. Solo che il nostro scooter (che sia Vespa o Lambretta poco cambia) è "il nostro scooter", come piace a noi, pieno di gibolli e di adesivi raccattati in giro per le strade di tutto il mondo, o pitturato di un colore che non è più quello originale.

Per questo motivo vogliono impedirci di circolare liberamente.

La Regione Lombardia deroga dal divieto alla circolazione in vigore dal 15 ottobre 2011 soltanto i 2tempi che possono fregiarsi di una costosa certificazione di originalità storica, come se dipendesse dal colore di una Vespa la qualità dei fumi di scarico che escono dalla marmitta... noi non ci stiamo!

È il nostro cuore che batte a 2tempi!

I "cuori a 2tempi" battono su Facebook.

sabato 15 ottobre 2011

Incipit & Calvino

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Scopro da Google che ricorre oggi l'88° anniversario dalla nascita di Italo Calvino. Di tante belle pagina quella che mi è rimasta maggiormente impressa è la prima di "Se una notte d'inverno un viaggiatore". Considero questo incipit un vero capolavoro.

"Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo piú forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.
Prendi la posizione piú comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull'amaca, se hai un'amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giú, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce...."

venerdì 7 ottobre 2011

Compleanno letterario

Il giorno 3 ottobre ricorreva il 2° compleanno della mia opera prima. Lo scorso anno celebrai questa data con una vignetta. Quest'anno l'amarezza per la piega che sta prendendo la mia avventura (sventura?) editoriale è tale che vorrei tanto non averci fatto caso.

venerdì 16 settembre 2011

Giorgio Bettinelli, in loving memory (16 sett 2008 / 16 sett 2011)

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Aver fatto un viaggio in Vespa tanto particolare e trovarmi poi a scrivere delle mie avventure, non lo nascondo, mi faceva sentire nei panni di un "piccolo Bettinelli". Proprio mentre scrivevo queste pagine, Giorgio Bettinelli era di nuovo in viaggio con una Vespa (anche se, purtroppo, non più sul glorioso PX ma su un "4 tempi" di nuova generazione!), attraverso l'ultima immensa nazione che ancora mancava al suo palmarès: la Cina. Un lungo cammino sulle strade del Celeste Impero che lo ha impegnato per diversi anni. Un viaggio che lo ha coinvolto come mai prima, tanto da sposare una dolce ragazza dagli occhi a mandorla e decidere di mettere su casa sulle rive del Mekong. Bettinelli in questo suo ultimo viaggio mantenne i contatti con i suoi lettori (e, tra questi, il sottoscritto) grazie a due blog molto seguiti, uno ospitato sul sito Web del suo editore e l'altro su quello del National Geographic.

Alla fine di questo viaggio, quando uscì il suo ultimo libro dal titolo "La Cina in Vespa", con grande sorpresa e infinito piacere scoprii che, tra quanti l'autore aveva voluto ringraziare nelle ultime pagine del romanzo, compariva anche il nick "L205", con il quale usavo firmare i miei interventi sui suoi blog. Quello che ci eravamo detti dialogando virtualmente aveva forse significato, non solo per me, qualcosa di più di un banale scambio di battute. Fu inevitabile ripensare a quanta strada avevo fatto "seduto dietro alla sua Vespa", viaggiando nelle pagine dei suoi libri. Glielo dissi di persona proprio alla presentazione del suo libro. Non era la prima volta che lo incontravo e Giorgio mi sorprese una volta di più per la cordialità con cui mi accolse, che andava ben oltre quanto mi sarei mai aspettato. Era il 25 giugno 2008. Meno di tre mesi dopo rimbalzava nel Web un triste messaggio postato da sua moglie Ya Pei:

"I am really sad and feeling sorry that Giorgio is far away from us, bird is free he is travelling in another world, cold, Giorgio wanted to write the Tibet book, he could not make it because he needs long sleep. I don't know what can I do for him to finish his dream, his words and his love to us..."
(Sono triste e desolata ma Giorgio non è più con noi, vola libero come un uccello, è in viaggio, ma in un altro mondo, freddo. Giorgio voleva scrivere un libro sul Tibet, ma non può più farlo, ora ha bisogno di dormire. Non so cosa posso fare per continuare il suo sogno, alle sue parole e al suo amore verso di noi..."
Jinghong, 16 settembre 2008

A causa di un'infezione contratta chissà come, Giorgio Bettinelli è morto a soli 53 anni nella sua nuova casa sulle rive del Mekong. Se oggi sono quello che sono e se domani sarò quello che il Cielo vorrà, il merito, in parte, è anche suo.




martedì 26 aprile 2011

Destinazione Isola di Wight

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Le peripezie di due amici a bordo di una "2 cavalli" arancione attraverso la Francia, da Milano all'Isola di Wight. È il 1970, ed ecco che quella che poteva essere una vacanza come tante diventa un viaggio vero. Non un pellegrinaggio postumo sui luoghi del mito, bensì la cronaca - romanzata, ma solo quanto serve - di chi quella trasferta è come se l'avesse vissuta per davvero, vista con gli occhi della mente da chi avrebbe voluto esserci ma, soprattutto, scritta con il cuore e ascoltata con l'orecchio dell'anima.
Pagina dopo pagina la "2 cavalli" si fa strada rocambolescamente alla volta dell'Inghilterra. Stringendosi sempre più nell'abitacolo nuovi compagni di viaggio trovano posto accanto ai protagonisti. Ognuno con la sua storia, e per ogni tappa, per ogni episodio, una canzone.
Un libro questo che suona la sua storia riportando la cronaca musicale di quelle giornate che scrissero la colonna sonora di una generazione. Suoni dal secolo scorso che la tecnologia odierna ci consente di ritrovare con facilità. Il modo migliore - a mio avviso - per gustarsi questo libro e quello di leggerlo con il computer a portata di mano aperto su YouTube per ascoltare mano a mano i brani che si incontrano durante la lettura e rendersi conto che anche se sono passati quarant'anni, anche se oggi magari ascoltiamo tutt'altro, dalla nostra testa quei brani non se ne sono mai andati, e non è un caso.

L'incipit.
Sull'autobus che da Victoria Station, Londra, mi porta a Portsmouth un pupo di pochi mesi dal faccino francese ha deciso che siccome lui non ha sonno, nessun altro potrà dormire.
Mi imbarco sull'ultimo traghetto per Ryde quando ormai è buio da un pezzo. Con le cuffie dell'iPod ficcate nelle orecchie, qualche pendolare tenta di rilassarsi in queste cinque miglia di mare che si coprono in poco più di venti minuti.

DESTINAZIONE ISOLA DI WIGHT
Antonio Oleari
Aerostella

martedì 1 marzo 2011

...me and Mr Smith

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La mia avventura di lettore è una storia iniziata tanti anni fa e da quel giorno ad oggi di pagine ne sono passate parecchie. Ci sono pagine che più di altre mi sono rimaste impresse.
Fino a "quella volta" non mi era mai capitato di iniziare un libro e di riuscire a staccarmene soltanto ben oltre la pagina n. 100. Si, proprio io, che fino ad allora avevo letto ben pochi libri che non fossero i testi scolastici.
Fui lettearlmente rapito dalle avventure di Nicholas Berg a bordo del suo Warlok, e dopo questo romanzo, negli anni, ho collezionato quasi tutta la produzione letteraria di Wilbur Smith. Non mi bastava leggere quelle pagine, sentivo il bisogno di possederle.
Venne quindi  la saga dei Courteney, e poi quella dei Ballantyne, nella magia dell'Africa, dei suoi popoli e della sua storia. E poi tutte le altre storie scritte da questo "story teller" che ha venduto oltre 150.000.000 di copie nel mondo di cui almeno 20.000.000 proprio in Italia.
Mai avrei immaginato che quella mia copia in edizione economica di "Come il mare" (che lessi la prima volta più di un quarto di secolo fa!), potesse un giorno ritrovarsi tra le mani del suo autore, piacevolmente stupito dal fatto di vedersi offerire all'autografo questo vecchio libro. I tempi ristretti dalla liturgia di una presentazione riservata a pochi fortunati non gli hanno impedito di scambiare con me qualche battuta su questo vecchio libro, il suo primo grande successo, che ha rappresentato qualcosa di importante anche per lui. L'unico rammarico è di non aver avuto la possibilità di fissare in una foto questo incontro.

martedì 1 febbraio 2011

HFMV "on air"

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Con febbraio scatta il  radio-tour di "Hasta la Fin del Mundo...in Vespa!".

Martedì 1° febbraio - ore 20.30 precise! -collegamento telefonico con Lilly e Katya, le "donne al volante" di Radio Number One le quali per una volta, eccezionalmente, molleranno il volante per aggrapparsi al manubrio della mia Vespa patagonica. (in streaming su http://www.radionumberone.tv/wordpress/?page_id=59 )

Sempre martedì 1° febbraio su Radio Città di Bollate si parlerà di Elefantentreffen e di avventure estreme su due ruote... potevo fare a meno di dire la mia? Stay tuned per un intervento in diretta nel corso della trasmissione tra le 20 e le 21... (in streaming su http://www.radiocittabollate.it:8000/live.m3u )

Lunedì 7 febbraio (alle ore 12 e in replica alle ore 17) sarò ospite in studio a Radio LineaRock  nel corso del programma "Spectrum" condotto da Antonio Oleari, per provare a coniugare Vespa e letteratura di viaggio... a ritmo di rock! Il tutto sarà replicato mercoledì 9 febbraio sempre alle 12 e alle 17. (in streaming su http://www.linearock.it/rl/linearock/ascolta.do )

Il 15 marzo sarà la volta di Radio OKmusik, con una puntata da non perdere del programma di Gianluca Siano "Surfista da camera" che mi vedrà protagonista per parlare del libro e non solo all'insegna del motto della trasmissione "quattro salti per il mondo surfando la Rete" (in streaming su http://www.okmusik.com/radio/diretta.php )

Stay tuned su... HFMV radio channel!

lunedì 31 gennaio 2011

Siberia

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Di modi per viaggiare ce ne sono parecchi e il viaggio in treno non è certo una novità nel panorama della narrativa di genere. Ma non bisogna commettere l'errore di credere che possa essere facile immedesimarsi in questo racconto. Il rassicurante rullare cadenzato dell'incedere dei vagoni diventa quasi un'ossessione quando la durata delle tratte arrriva a essere di giorni e giorni consecutivi. Il viaggio spesso è fatica e poche volte è vero come in questo caso. Scegliere di arrivare in treno fino al limite estremo dell'oriente russo è una scelta coraggiosa. Più semplice e veloce sarebbe andarci in volo, ma questa sarebbe la scelta del turista. Il viaggiatore invece sa che deve sporcarsi le mani se vuole avere la consapevolezza piena di ciò che sta tra la partenza e l'arrivo. Molto difficilmente Daniele Gatti avrebbe potuto "sporcarsi" più di così.
Da leggere anche solo per poter dire "ma chi gliel'ha fatto fare?" pensando a quanto in fondo ci dispiaccia non avere il coraggio di provarci.

SIBERIA terra addormentata.
Daniele Gatti
acquistabile in versione cartacea su LULU o scaricabile gratuitamente da questo link

giovedì 6 gennaio 2011

...mondo?

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Un libro di una banalità sconcertante, che non aggiunge nulla di quanto Corona non abbia già scritto (e in maniera decisamente più riuscita!) tra le righe di altri suoi romanzi precedenti.
La mia maestra delle elementari diceva che di ogni libro, anche di quelli che non ci piacciono, vanno lette almeno cento pagine o un terzo del totale. Con mia sorpresa già a pagina trenta la tentazione di mollare il colpo è stata parecchia, ma ho tenuto botta. Ero sicuro che Corona a un certo punto avrebbe svoltato e che la storia avrebbe preso il volo. Arrivato a quota cento, visto che ormai ero ben oltre la metà, sono andato fino in fondo. Lo sforzo mi è servito per convincermi di quella che, ci tengo a precisare, è una personalissima conclusione, ovvero che l’ultima frase del romanzo esprima da sola il concetto che questo libro ripete dall’inizio alla fine:

“L’uomo sarà l’unico essere vivente ad autoestinguersi per imbecillità. Amen.”.

Un conto è leggere un romanzo e arrivare da soli, grazie all’aiuto dell’autore, a determinate conclusioni. Ben diverso - e molto meno divertente a mio avviso - trovarsi a rileggere lo stesso concetto ripetuto ossessivamente per 160 pagine. E questa volta lo stile montagnino ma suggestivo della scrittura di Corona (utilizzato in maniera magistrale nel suo romanzo “L’ombra del bastone”), mentre di solito è di grande aiuto per sentirsi parte delle sue storie in questo libro diventa un’ulteriore nota stonata. Non c’è un protagonista, non ci sono personaggi ma, soprattutto, non c’è una storia. Strabiliante, ma in senso negativo, l’ultima parte del “primo quaderno”, alla fine del capitolo 7, con la descrizione del palazzo della Mondadori in versione “mondo storto”.
Dopo tante belle pagine lette nei suoi libri precedenti la mia impressione è che Corona sia inciampato nell’esigenza imposta di pubblicare per forza qualcosa tutti gli anni. Così fosse la Mondadori dovrebbe dimostrare maggior rispetto per i suoi lettori e per i suoi autori... un momento... forse adesso capisco perché Corona le abbia fatto fare la fine che si è immaginato.
Amen.


L’incipit.
Una mattina d’inverno, le disgrazie d’altronde capitano spesso d’inverno, il mondo si sveglia e scopre che non ci sono più petrolio, né gas né carbone né corrente elettrica.

Mondadori

 
di Mauro Corona sono invece da leggere assolutamente: