martedì 26 gennaio 2010

"lectio magistralis": la Vespa, il viaggio, la vita...

Una platea di adolescenti non è il pubblico più facile per un docente la cui carriera scolastica si è conclusa prematuramente (con un attestato di qualifica professionale), ben prima di raggiungere il minimo sindacale del diploma di maturità.
Di certo inconsapevole di questo, il professore di italiano di una scuola superiore di Città di Castello ha avuto l'idea (la malsana idea si usa dire in questi casi) di invitarmi a tenere quella che, pomposamente, si può definire una lectio magistralis sul tema "come una Vespa e un viaggio possono cambiarti la vita".
L'ultima volta che ho messo piede in un'aula scolastica, fatta eccezione per i colloqui con i professori dei miei figli, risale a trent'anni fa. Sapere che ci tornerò tra un mese esatto e mi troverò, questa è la cosa sorprendente, non al banco ma in cattedra, è un pensiero che non mi lascia dormire tranquillo. La mattina, in bagno, guardandomi allo specchio, noto un certo imbarazzo nel reggere il mio stesso sguardo.
Posto queste righe nella spranza, non tanto di un incoraggiamento, cosa che probabilmente non mancherà, quanto di un fattivo supporto, con consigli sugli argomenti e i modi per trattarli, da pari, quantomeno, con degli studenti delle scuole superiori.