mercoledì 28 ottobre 2009

La leggenda dei monti naviganti

Il racconto di un'Italia a misura di vespista. L'ho letto solo il mese scorso dopo parecchi mesi dall'acquisto. Certi libri per me sono un po' come bottiglie di buon vino d'annata, che si gustano meglio quando c'è la giusta occasione, che per me è stata l'uscita del mio libro. Mi serviva leggere qualcosa che mi allontanasse per un po' dalla Patagonia, di cui negli ultimi mesi avevo fatto indigestione. Sapevo che il libro di Rumiz era un pezzo pregiato in quanto avevo seguito il suo reportage, giorno per giorno, pubblicato su Repubblica durante due viaggi compiuti dall'autore. Il primo attraverso le Alpi, dalla Slovenia alla costa ligure. L'altro, compiuto a bordo di una Fiat Topolino (in pratica una Vespa con 4 ruote!) lungo tutta la dorsale appenninica, fino al nostro "capo sud", in Calabria. Migliaia di chilometri su strade secondarie, passando da luoghi magici e incontrando personaggi, noti (Rigoni Stern, Mauro Corona, Vinicio Capossela, Giuseppe Cederna) e sconosciuti, che disegnano un'Italia ben diversa da quella che "viaggia" in escort o in TRANSit (perdonatemi la battutaccia), che abbiamo sotto gli occhi in questo periodo...

Un libro che è una miniera di spunti per girare in Vespa. Un romanzo che acquisterà valore con il passare degli anni. Una testimonianza che qualcuno doveva scrivere. Credo che "La leggenda dei monti naviganti" possa essere considerato lo "Strade Blu" d'Italia.