sabato 21 novembre 2009

A Rio Mayo via "Patagonia Express"


Nuovi incontri sulla strada del viaggio del mio libro. Mi ha scritto una signora italiana che per 15 anni ha vissuto a Rio Mayo, piccolo pueblo nel cuore della Patagonia profonda, dove ha insegnato nella scuola locale. Ha vissuto in Argentina proprio negli anni terribili della dittatura militare.
È stata incuriosita dal titolo in "itagnolo" del mio libro: lo ha definito così in quanto risulta scritta sbagliata sia in italiano che in spagnolo! Tra le altre cose mi ha scritto per chiedermi se avessi letto questo libro di Sepulveda, scrittore cileno per lunghi anni esiliato dalla sua patria. Non l'avevo ancora fatto e il suo invito è stato lo stimolo a colmare la lacuna. Ho così scoperto che, passando da Rio Mayo, Sepulveda ha soggiornato nello stesso albergo in cui ho soggiornato anch'io. Soprattutto ho scoperto che le mie osservazioni sulla "grandezza" degli aspetti della vita in Patagonia sono le medesime del grande scrittore, dalla vastità degli spazi all'abbondanza delle razioni di cibo e bevande, alla stravaganza dei personaggi che scelgono la Patagonia come meta. Ma i più poetici e stravaganti restano, in ogni caso, quelli che in Patagonia ci nascono e ci vivono senza averlo scelto, e che non sanno pensare a un luogo migliore per trascorrere la loro esistenza.

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